Comunicato stampa
19.03.2026

Banche svizzere sulla giusta rotta nell’attuazione del dispositivo di autodisciplina nelle attività di gestione patrimoniale

Lo studio pubblicato in data odierna sull’attuazione delle direttive ESG (Environment, Social, Governance) nel campo della gestione patrimoniale, condotto dalla Scuola universitaria di Lucerna (HSLU) su incarico dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), evidenzia un quadro ben delineato: le banche svizzere hanno recepito in larga misura le direttive ESG all’interno delle proprie attività di gestione patrimoniale, integrandole stabilmente nei processi, nella consulenza e nell’offerta di prodotti e servizi. Al contempo, soprattutto gli istituti di minori dimensioni percepiscono i requisiti come complessi e sono pertanto chiamati ad affrontare sfide significative. Appare inoltre evidente che la formazione del personale addetto alla consulenza alla clientela, la classificazione della clientela stessa e il reporting in materia di sostenibilità rimangono aspetti impegnativi.

Secondo il nuovo studio della HSLU sull’attuazione delle direttive ESG nel campo della gestione patrimoniale, la grande maggioranza delle banche (86%) ha già implementato integralmente la prima versione del regime di autodisciplina per la gestione patrimoniale. Al contempo, molti istituti ne portano avanti attivamente l’ulteriore sviluppo: il 42% soddisfa già integralmente la versione aggiornata della direttiva, mentre un ulteriore 42% si trova nella fase di attuazione. L’85% delle banche applica le direttive ESG come quadro di riferimento primario; il restante 15% si orienta alle disposizioni dell’UE, riconosciute dall’autodisciplina svizzera come alternativa equivalente. In controtendenza rispetto a un atteggiamento di generale diffidenza nei confronti delle nuove norme, la maggioranza degli istituti interpellati considera l’autodisciplina come un’opportunità per sviluppare ulteriormente i processi, la consulenza e l’offerta di prodotti. Al contempo, soprattutto gli istituti di minori dimensioni rilevano un elevato grado di complessità nei requisiti e sono pertanto chiamati ad affrontare sfide significative.

Sostenibilità saldamente ancorata nelle attività d’investimento

La sostenibilità appare chiaramente affermata nelle attività d’investimento, soprattutto presso gli istituti di maggiori dimensioni: il 52% di essi attribuisce infatti ai criteri d’investimento sostenibili un’elevata priorità strategica. Presso le banche di medie e piccole dimensioni tale ponderazione risulta più bassa, a indicazione di differenti strutture, modelli operativi e risorse disponibili. Nel complesso, lo studio conferma tuttavia che la sostenibilità si è affermata come una componente integrale della gestione patrimoniale. Nonostante differenze in parte significative a livello di profondità e di configurazione delle offerte, nel settore si è consolidata la consapevolezza che i fattori ESG sono rilevanti ai fini del successo degli investimenti. Di conseguenza, le soluzioni d’investimento ESG sono oggi offerte con maggiore frequenza rispetto ai prodotti convenzionali.

Presso la maggior parte delle banche, la rilevazione delle preferenze ESG avviene con un approccio consapevolmente semplice: il 58% utilizza una o due domande per individuare le preferenze della clientela in materia di sostenibilità. Questo possono essere integrate in modo mirato ed efficiente nei colloqui con la clientela, così come nei sistemi interni bancari già esistenti. Il 67% delle banche offre alla propria clientela una selezione die diversi profili ESG; le grandi banche lo fanno più spesso rispetto a quelle di medie e piccole dimensioni, a causa dell’impegno richiesto. I consulenti alla clientela esercitano un’influenza significativa nella classificazione e nell’assegnazione del profilo: il 73% delle banche considera tale aspetto come fondamentale. Una simile dinamica sottolinea l’importanza di una formazione uniforme e approfondita del personale addetto alla consulenza alla clientela; non a caso, proprio la formazione costituisce uno degli obiettivi prioritari dell’autodisciplina.

Formazione e reporting come leve centrali

Nonostante i chiari progressi compiuti, la formazione del personale rimane una sfida centrale per le banche. Sebbene presso numerosi istituti i temi della sostenibilità siano ormai saldamente integrati nella consulenza, lo spiccato dinamismo degli sviluppi sul versante ESG richiede aggiornamenti costanti. Di conseguenza, il 79% degli istituti giudica impegnativa la formazione del proprio personale.

Un particolare fabbisogno di intervento sussiste nell’ambito del reporting di sostenibilità. Le informazioni devono essere infatti presentate in modo chiaro, trasparente e comprensibile. L’assenza di standard uniformi si traduce in un onere sensibilmente maggiore rispetto al reporting finanziario tradizionale. Ciononostante, si delinea una progressiva affermazione del reporting di sostenibilità quale standard di settore.

L’ulteriore sviluppo resta determinante

I risultati dello studio evidenziano che le banche in Svizzera hanno compiuto progressi significativi nell’integrazione degli standard ESG e contribuiscono attivamente al processo di trasformazione. Le direttive ESG sono ampiamente radicate e apportano un contributo efficace alla prevenzione della pratica di greenwashing. Il settore si presenta pertanto ben posizionato. Adesso molto dipende anche dalla clientela, che nella scelta della banca e delle soluzioni d’investimento può tenere consapevolmente conto delle proprie preferenze ESG. Al contempo, l’ulteriore sviluppo del know-how, dei processi di classificazione e del reporting rimane determinante per rafforzare ulteriormente l’offerta di servizi finanziari sostenibili.

August Benz, responsabile Transformation & International, dichiara:
«L’attuazione delle disposizioni di autodisciplina nel settore è in fase avanzata. Le banche hanno dimostrato di saperne applicare i requisiti complessi in modo efficace e in tempi relativamente brevi. Adesso occorre lasciare sufficienti margini affinché tali misure esplichino appieno i loro effetti. Gli istituti hanno investito risorse considerevoli, e tale impegno non dovrebbe essere messo in discussione da dispositivi normativi statali ipertrofici».

Informazioni sullo studio

Lo studio della Scuola universitaria di Lucerna (HSLU) sull’attuazione delle direttive ESG nelle attività di gestione patrimoniale fotografa lo stato contingente dell’implementazione di tali disposizioni presso le banche in Svizzera al 30 settembre 2025. La concezione del sondaggio e l’analisi dello studio sono state realizzate su incarico dell’Associazione svizzera dei banchieri. Nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 30 novembre 2025 gli istituti membri sono stati invitati dall’ASB a partecipare a un sondaggio digitale. Il questionario è stato completato integralmente da 89 banche. Con un tasso di partecipazione dell’87%, le grandi banche (somma di bilancio > CHF 17 miliardi) sono rappresentate in maniera molto assidua, e anche gli istituti di medie dimensioni sono comunque ben rappresentati (60%). Per le banche di piccole dimensioni (< CHF 1 miliardo) la rappresentatività è invece nettamente più esigua (13%). Il sondaggio si è concentrato sull’attuazione delle direttive ESG nella gestione patrimoniale. Le banche prive di attività di gestione patrimoniale e di consulenza in materia di investimenti sono state pertanto escluse.

Le direttive ESG nella gestione patrimoniale

Le direttive ESG integrano la Legge sui servizi finanziari come dispositivo di libera autodisciplina. Al fine di tutelare la clientela da pratiche di greenwashing, alle banche vengono imposti obblighi da attuare presso il point of sale, ad esempio in relazione a sensibilizzazione, informazione, rilevamento delle preferenze e documentazione. Dal 1° gennaio 2024 sono in vigore appositi standard minimi unitari, integrati poi nel 2025 con una definizione vincolante dei concetti di sostenibilità ed ESG al fine di tenere in considerazione la posizione del Consiglio federale sulla prevenzione del greenwashing nel settore finanziario. La versione aggiornata è in vigore dal 1° gennaio 2026.

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